Meta dell’ACR 2016/2017

Come nel circo ogni artista mette a disposizione del pubblico e dei compagni i propri talenti, così nella Chiesa ogni ragazzo di ACR è chiamato a scoprire e a coltivare i propri carismi e le proprie abilità, mettendole in pratica per il bene e la gioia della comunità e del mondo. Si scoprirà così portatore di gioia per gli altri.

Quando i ragazzi vivono bene, sono contenti e fanno una bella esperienza di ACR allora, come un’attrazione del circo che funziona a meraviglia, si sentiranno interiormente spinti a coinvolgere nuovi compagni in questa stupenda avventura.

Inoltre come il trapezista si lancia fiducioso di essere afferrato e sostenuto da forti braccia, così i ragazzi sono chiamati a vivere i sacramenti sapendo vedere in essi le braccia forti di Gesù che accoglie, sostiene, perdona e dà forza.

Come all’interno del circo, è necessario il coordinamento e l’affiatamento per garantire la “spettacolarità” e la meraviglia del numero, così i ragazzi sono chiamati a fare gruppo per vivere ogni esperienza al massimo e saperne trarre frutti utili per il loro cammino comunitario nella Fede.

Infine l’educatore, proprio come il direttore del “Circo della farfalla” («Se solo tu potessi vedere la bellezza che può nascere dalle ceneri, se tu potessi vedere ciò che di meraviglioso c’è in te»), è chiamato a saper valorizzare, coordinare ed accrescere i talenti dei vari ragazzi: perché ciò sia possibile deve affinare lo sguardo, dilatare il cuore ed accrescere le proprie competenze attraverso un percorso di formazione spirituale e di tecnica educativa.