Ne abbiamo parlato molto, ma mi pare che sia soprattutto una realtà di cristiani che si conoscono, che si vogliono bene, che lavorano assieme nel nome del Signore, che sono amici: è questa rete di uomini e donne che lavorano in tutte le diocesi, e di giovani, e di adulti, e di ragazzi e di fanciulli, che in tutta la Chiesa italiana, con concordia, con uno spirito comune, senza troppe ormai sovrastrutture organizzative, ma veramente essendo sempre più un cuor solo e un'anima sola, cercano di servire la Chiesa.
E questa è la grande cosa. Perché noi serviamo l'AC non poi perché ci interessa di fare grande l'AC; noi serviamo l'AC perché ci interessa di rendere nella Chiesa il servizio che ci è chiesto per tutti i fratelli.»
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Vittorio Bachelet
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Un'associazione al servizio delle persone Â
L'AC si è strutturata in modo da rendere flessibile la sua finalità ; quindi sono presenti associazioni a livello parrocchiale, diocesano e nazionale, con coordinamento regionale, a fianco dei relativi ministri o organismi della Chiesa (parroco, vescovo, conferenza episcopale nazionale e regionale).
I soci, con la loro adesione, assumono gli impegni previsti dallo statuto, sostengono l'Associazione anche economicamente versando la quota d'iscrizione, accettano di condividerne la gestione.Â
Le diverse responsabilità sono attivate con metodo democratico rappresentativo, curando la pari possibilità di partecipazione di uomini e donne, giovani e adulti, e con particolare attenzione alla comunione con i ministri o organismi della Chiesa a cui si offre la collaborazione.
Esistono quindi consigli parrocchiali di AC, il consiglio diocesano, il consiglio nazionale e la delegazione regionale. Tutti questi organismi, coordinati da una presidenza eletta internamente, si riuniscono periodicamente (circa mensilmente) e decidono sulle linee che guidano localmente l'Associazione, accogliendo le indicazioni e i piani pastorali della parrocchia, della diocesi o degli organismi della Chiesa a cui fanno riferimento.
Alle riunioni dei consigli sono sempre invitati gli assistenti ecclesiastici (parroco o sacerdote da lui incaricato per l'associazione parrocchiale; assistente diocesano nominato dal Vescovo, coadiuvato da un eventuale collegio assistenti per l'associazione diocesana; Vescovo assistente per l'associazione nazionale), la presenza dei quali è necessaria per rendere effettive le possibilità di collaborazione con la gerarchia e per sostenere e incoraggiare la responsabilità dei laici.Â
L'AC si è strutturata in modo da rendere flessibile la sua finalità ; quindi sono presenti associazioni a livello parrocchiale, diocesano e nazionale, con coordinamento regionale, a fianco dei relativi ministri o organismi della Chiesa (parroco, vescovo, conferenza episcopale nazionale e regionale).
I soci, con la loro adesione, assumono gli impegni previsti dallo statuto, sostengono l'Associazione anche economicamente versando la quota d'iscrizione, accettano di condividerne la gestione.Â
Le diverse responsabilità sono attivate con metodo democratico rappresentativo, curando la pari possibilità di partecipazione di uomini e donne, giovani e adulti, e con particolare attenzione alla comunione con i ministri o organismi della Chiesa a cui si offre la collaborazione.
Esistono quindi consigli parrocchiali di AC, il consiglio diocesano, il consiglio nazionale e la delegazione regionale. Tutti questi organismi, coordinati da una presidenza eletta internamente, si riuniscono periodicamente (circa mensilmente) e decidono sulle linee che guidano localmente l'Associazione, accogliendo le indicazioni e i piani pastorali della parrocchia, della diocesi o degli organismi della Chiesa a cui fanno riferimento.
Alle riunioni dei consigli sono sempre invitati gli assistenti ecclesiastici (parroco o sacerdote da lui incaricato per l'associazione parrocchiale; assistente diocesano nominato dal Vescovo, coadiuvato da un eventuale collegio assistenti per l'associazione diocesana; Vescovo assistente per l'associazione nazionale), la presenza dei quali è necessaria per rendere effettive le possibilità di collaborazione con la gerarchia e per sostenere e incoraggiare la responsabilità dei laici.Â



