
Cantiere formazione: da che parte si va?
20 Settembre 2026Un tempo d’estate eccezionale ricco di campi ACR sparsi per tutto l’appennino romagnolo e non solo. Abbiamo raccolto un po’ di voci di educatori perché la bellezza, le gioie e le emozioni vissute non vadano perdute.
Un grande grazie da parte nostra (Elena, Stefano e don Alessandro) a tutti gli educatori, i cuochi, i volontari ed i don che hanno accompagnato i ragazzi in questi campi estivi.
Tommaso – San Giovanni in Marignano Medie
Non saprei dire una cosa in particolare che ho vissuto più delle altre. Quest’anno come educatori credo che siamo stati bravi a distribuirci bene tra giochi, attività… Ogni educatore ha avuto modo di mettersi in gioco (chi più e chi meno) in ogni aspetto del campo e credo sia stata la chiave della buona riuscita della settimana.
Una cosa che mi è piaciuta molto è stato il tema. Ho notato che i ragazzi, rispetto agli altri anni, riuscivano a capire meglio il senso delle catechesi e i vari temi delle giornate. Questo secondo me grazie ad una figura di riferimento più vicina a loro (Frassati), rispetto agli altri anni (Rut, Elia,…), ma credo anche sia stato grazie al fatto che, per la prima volta dopo tanti campi, abbiamo avuto don Piero tutta la settimana con noi.
La visita dei resp ACR è stata molto divertente, molti ragazzi si ricordavano di voi dall’anno scorso (ovviamente terrorizzati dagli scherzi 😂).
È stato molto bello vedere i ragazzi che vi riconoscevano e salutavano: penso sia stato un bellissimo respiro di diocesanità che all’ACR si fa fatica a vivere.

Filippo Cortellini – Stella Maris Fontanelle Elementari
In un mondo in cui bambini e giovani vengono sempre più spinti da social media e falsi idoli verso una vita piatta e povera di senso, l’esperienza del campeggio è un’occasione che riavvicina concretamente il cuore di chi vi partecipa alla gioia vera e alla pienezza. L’amicizia che sboccia, il mettersi a servizio, il prendersi cura dei più piccoli e la felicità che ne scaturisce, sono doni gratuiti che riceviamo tutte le volte che incontriamo e scegliamo Cristo ed il campeggio è uno dei momenti prediletti per tutto ciò. Personalmente il campeggio con le elementari di quest’anno mi ha cambiato. Se devo pensare ad un tratto distintivo di questo campo, mi viene subito in mente la pace che, insieme ad alcuni degli educatori, ho provato nell’ultima notte durante la veglia conclusiva. È qualcosa che, in verità, ci ha accompagnato durante tutto il campo, come un sottofondo che è cresciuto giorno dopo giorno, quasi di soppiatto, fino a riempire totalmente i nostri cuori nei momenti finali.
La visita di Stefano ed Elena, responsabili diocesani dell’ACR, è stata per me illuminante, ha ricordato a tutti che non siamo soli, ma facciamo parte di un’unica grande famiglia che si allarga oltre il “piccolo” ambiente parrocchiale e coinvolge tantissimi giovani che, ognuno al proprio passo, hanno compreso dove, o meglio in chi, cercare la felicità: Cristo.
Chiara – Sant’Agostino Medie
Al campeggio di quest’anno i ragazzi hanno saputo vivere una vera esperienza di fede, non solo in chiesa o durante le catechesi, ma ogni giorno, ridendo e giocando, hanno avuto la possibilità di conoscere Dio e la bellezza del creato.
In pochi giorni si è creato un ambiente familiare e stare tutti insieme è diventato “casa”. I ragazzi si sono accolti a vicenda e sono riusciti a formare un gruppo veramente unito, a cui ognuno ha partecipato con i propri pregi e difetti. Hanno accolto anche noi educatori, coinvolgendoci nelle loro dinamiche e facendoci sentire parte integrante del gruppo.
L’incontro con Elena ci ha fatto riflettere sul fatto che l’affiatamento del nostro gruppo non è fine a sé stesso, ma è necessario per poter vivere la realtà più grande nella quale siamo immersi. Elena ci ha fatto riscoprire la meraviglia dell’essere tanti e camminare di pari passo, mossi dallo stesso desiderio.

Viscu, Gaia, Marco – Bellaria Medie
Sicuramente un tratto che abbiamo trovato speciale e unico é stata la sintonia che si è creata tra noi educatori.
Non era scontato dato che eravamo veramente tanti. Ci siamo trovati bene l’uno con l’altro, la varietà di generazione all’interno dell’équipe è stato un punto di forza e grazie alla coordinazione e alla comunicazione tra di noi siamo riusciti a tirare fuori un ottimo campo, che speriamo sia stata una bella esperienza per i ragazzi che abbiamo accompagnato durante il corso della settimana.
Ci auguriamo che questo tratto non si vada a perdere negli anni a venire.
Abbiamo trovato la visita da parte dei responsabili ACR l’occasione perfetta per conoscerci in maniera più approfondita.
È stato decisamente bello ricavare un momento per noi, parlando, ridendo ma anche affrontando il discorso con serietà; è sempre bello conoscere nuove persone, ascoltarle e capire cosa li ha spinti a intraprendere questo percorso.
Aspettiamo in un futuro innumerevoli e interessanti momenti, come questo che abbiamo condiviso insieme.
Nicola Pasini – Stella Maris Fontanelle Medie
“Meraviglioso. Ma come non ti accorgi di quanto il mondo sia meraviglioso”.
La veglia alle stelle ci lascia una testimonianza reale di questa meraviglia, trasmessa dalle migliaia di luci che ci affascinano e ci incantano alzando gli occhi al cielo nel buio della notte di Campamoli. Proprio come per i ragazzi del campeggio, la bellezza delle stelle ci si mostra in tutto il suo splendore quando queste appaiono tutte insieme sullo sfondo del cielo. Una stella, se sola, non è altrettanto bella.
Durante la settimana di campeggio abbiamo riflettuto sull’importanza di trovare una scintilla nella propria vita, una scintilla che possa dare a questa un sapore diverso e nuovo, una scintilla vera che si esprima prima di tutto nelle piccole azioni ed esperienze di ogni giorno e possa trovare il suo luogo privilegiato nell’incontro con l’altro, che sia amico, conoscente o sconosciuto.
Ogni anno il campeggio si presenta come un momento straordinario per scoprire che questa scintilla di bellezza non è irraggiungibile, ma deve essere cercata giorno per giorno, a partire dall’atteggiamento e dalla prospettiva che ognuno sceglie di adottare nei confronti della quotidianità.
L’esperienza vissuta con i ragazzi di prima e seconda media è stata guidata appunto da questo proposito e caratterizzata da semplici gesti: fermarsi, contemplare il mondo intorno a noi e vivere una settimana di condivisione in amicizia e fratellanza. Proprio come segno concreto di questa fratellanza, che va oltre i limiti della parrocchia a cui ognuno appartiene, abbiamo avuto il piacere di ricevere la visita di Stefano, responsabile diocesano ACR e, soprattutto, un amico. Ecco gli ingredienti per un campo vincente.

Sara e Tommaso – San Raffaele Medie
Il tratto distintivo del campo delle medie di quest’anno è stato imparare a convivere con tanti ragazzi dal carattere diverso: come ogni anno è bellissimo capire a poco a poco le personalità dei ragazzi e imparare a conoscerli.
I responsabili ACR, come ogni anno, hanno portato un messaggio ai ragazzi, proponendogli di iniziare a percorrere il cammino dell’Azione Cattolica. L’impegno che i responsabili mettono nel raggiungere tutti i campi e nel prestare attenzione, nonostante il tempo limitato, a tutti è l’esempio perfetto di quello che rappresenta l’Azione Cattolica: una grande famiglia in cui la cura per il singolo diventa la forza dell’intero gruppo.
Il tratto distintivo del campo delle medie di quest’anno è stato capire quanto è bello e unico il mondo in cui viviamo e cosa possiamo fare nel nostro piccolo per cercare di salvarlo.
Come ogni anno i responsabili ACR sono venuti a salutare e lasciare un piccolo messaggio ai ragazzi che come sempre è molto apprezzato. Oltre a ciò i responsabili, nonostante il poco tempo che avevano, si sono messi a disposizione per dare una mano nell’immediato dove e a chi serviva.
Roberta ed Anna – Miramare Medie
Il senso di comunità che si è creato. Da educatrice ho avuto modo di vivere il campo non solo come momento di servizio, ma anche come occasione per mettermi in gioco, ascoltare i ragazzi e condividere con loro tanti momenti. Mi ha colpito vedere come, giorno dopo giorno, si siano creati legami e un clima di fiducia, anche attraverso le cose più semplici.
Ho vissuto il saluto dei responsabili ACR con molta emozione, perché mi ha fatto sentire parte di una realtà più grande del semplice campo. È stato bello percepire che, anche se il campo finiva, il senso di appartenenza e il cammino condiviso continuavano.

Sara – Savignano elementari e medie
Questo campeggio è stato un po’ come tornare in famiglia, il clima che si respirava era di forte unione e collaborazione con lo scopo di vivere e far vivere la fede nella convivenza, nel gioco e nel continuo mettersi alla prova tra camminate e riflessioni. Il fatto che fosse il primo campeggio elementari/medie lo ha reso uno stimolo per uscire dalla mia confort zone, per vedere le cose con occhi nuovi e mettermi in gioco. Ciò che mi porto dentro è sicuramente la cura e il senso di protezione che i grandi avevano per i più piccoli e che ha insegnato tanto anche a me. In tutto questo la visita di Stefano ed Elena, responsabili ACR, durante il campo mi ha fatta sentire accompagnata, vista. Non è stato solo un momento di festa e d’incontro ma anche di confronto e di sostegno. In una realtà come questa avere chi guarda nella tua stessa direzione con entusiasmo e impegno fa la differenza ed è anche molto contagioso.
Pamela – Bordonchio elementari e medie
L’esperienza del campo scuola ACR della parrocchia di San Martino di Bordonchio si è svolto a San Leo dal 5 al 11 luglio.. e si è rivelata un percorso intenso e indimenticabile, incentrato sul tema della pace ed ispirato alle vicende del film Disney Raya e l’ultimo drago. Oltre a Raya, ogni giorno abbiamo raccontato la vita di persone che hanno combattuto e sacrificato se stessi per la Pace: Mandela, Luther King, madre Teresa di Calcutta, Giovanni Paolo II, Francesco d’Assisi..
Nella cornice suggestiva della Valmarecchia, i ragazzi hanno affrontato un viaggio di crescita che li ha spinti a superare le proprie diffidenze. Il tratto distintivo di questa avventura è stato sperimentare la fiducia reciproca: l’obiettivo era che ciascuno comprendesse che la pace richiede il coraggio di compiere il primo passo verso l’altro.
Attraverso giochi, dinamiche di gruppo e momenti di riflessione, i ragazzi hanno imparato a collaborare e ad abbattere i muri dell’individualismo (uno sforzo non da poco, in un tempo che spinge sempre più a rinchiudersi in sé stessi e a diffidare di chi si ha intorno).
Credo una delle più grandi sfide dell’educatore sia anche questo: aiutarli a riguadagnare fiducia in un mondo di cui è difficile fidarsi e farli sentire e riscoprire amati, voluti, accolti.
Il momento del saluto da parte dei responsabili ACR è stato un segno ulteriore di come la Diocesi abbraccia e custodisce le parrocchie, sostiene i loro cammini e condivide la gioia .
Il desiderio, al termine di questa settimana, è di consegnare ai ragazzi una grande responsabilità che vuole trasformarsi in dono: diventare reali custodi di pace nelle proprie comunità.
Gea – Igea elementari e medie
Penso che una parola chiave di questo campo possa essere “transizione”. È stato un anno di grande cambiamento per la nostra parrocchia e si respirava proprio quell’aria di attesa, di energia, che frenetica, vibra sotto pelle. Legami forti e saldi stretti negli anni, che hanno avuto sicuramente modo di crescere anche in questa esperienza, pronti ad aprirsi ad un’avventura nuova, ad un nuovo percorso, ad un cammino con una nuova guida. È stato un campo di comunione, di nuove persone che si sono unite alla nostra famiglia di AC, camminando al pari passo con chi invece sembra quasi ci sia sempre stato. Un campo che ha portato sicuramente speranze, riaccendendo animi che magari stavano faticando a vedere una meta chiara. Un campo che ha fatto emergere fatiche, pesantezze, difficoltà che si erano tenute un po’ celate, e che ci ha fatto capire che a volte, l’unica cosa che serve veramente è avere qualcuno che ti guardi negli occhi e, con onestà, dica “ti vedo e ti amo così come sei”.
Avete presente quando da piccoli facevate un disegno di cui eravate particolarmente fieri e andavate a mostrarlo alla mamma, al babbo, ai nonni.. ecco, la sensazione che si prova il giorno della visita dei responsabili ACR penso che sia quasi la stessa. Hai fra le mani questo tesoro di cui sei così fiero e non vorresti fare altro che prendere chi arriva e fargli vedere questo, quello, tutto e anche di più. È veramente un momento in cui quasi si ritorna bambini. Attenzione, non però che ci sia chissà che deferenza nei loro confronti, anzi.. spesso vengono sfruttati per destini infausti, fra cui spostamenti di panchine fra una scenetta e l’altra o ruoli centrali in balli di gruppo improvvisati all’ultimo secondo. Bisogna anche dire però, che dal momento in cui arrivano e si presentano, si comincia a vedere negli occhi dei ragazzi la consapevolezza di essere parte di qualcosa di più grande del nostro piccolo orticello, di quanto veramente ampio sia il meccanismo che tiene in vita la nostra associazione.. non c’è cosa più bella di vedere questa consapevolezza pian piano farsi strada nella mente dei ragazzi. Abbiamo notato poi quanto piacere porti ricevere questa visita ogni anno, che duri solo il tempo di un saluto o sia un’intera giornata passata insieme, rivedere dei visi conosciuti che si presentano anno dopo anno fa sentire ben solida questa relazione parrocchia-diocesi e porta spesso a domande interessanti da parte dei ragazzi.






