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22 Dicembre 2025
Amore allo specchio – Serate di formazione
3 Gennaio 2026Più di 1700 educatori da tutta Italia si sono ritrovati nella tre giorni di dicembre al play hall di Riccione per riscoprire il senso profondo del loro servizio educativo e per crescere nella fede e nell’amicizia.

Poco più di 50 educatori della nostra diocesi hanno partecipato al Convegno e si sono lasciati ispirare dalle tante provocazioni e riflessioni che i diversi ospiti hanno offerto loro.



Fra loro alcuni volontari, in particolare riportiamo qui la testimonianza di Filippo Cortellini, educatore AC della parrocchia di Stella Maris a Riccione e studente di medicina:
“Fino ad ora ho pensato che il cammino di ognuno debba essere personale, dove ognuno finché non si risolve da sé, non é sufficientemente pronto per l’altro, ma forse piuttosto si tratta di camminare insieme, a passo diverso si, ma insieme e questo significa superare le nostre paure e vergogna e mettere da parte il nostro orgoglio.
Questo convegno è stata per me una sorpresa. Inizialmente ho accettato titubante di mettermi a servizio come volontario (grazie a Mariannina, ndr presidente parrocchiale AC Stella Maris), ma poi mi sono ritrovato in qualcosa che mi ha preso davvero. Al di là della bellezza e della riflessività dei temi e delle discussioni dei mini-convegni e della giornata finale, due sono le cose che mi hanno colpito di più e penso siano la base dell’Azione Cattolica: l’apertura mentale e le persone.
La prima perché in un mondo di fede dove mi aspettavo silenzi e distanza da certi temi, ho trovato enorme accoglienza e necessità di affrontare e conoscere, la seconda perché ho trovato persone felici, gioiose e credo non ci sia cosa più calamitante di questa.
Ora finalmente ho conosciuto davvero il mondo dell’Azione Cattolica, ma soprattutto il suo modo di stare insieme, dove prima di tutto ci sono le persone, e questo mi basta per essere orgoglioso di farne parte.”



Qui sotto riportiamo uno dei passaggi delle conclusioni del presidente nazionale Giuseppe Notarstefano:
“Quello di cui abbiamo bisogno è di educatori disposti a camminare a fianco alle persone che ci sono affidate, di persone che non smettano di stare in un processo di formazione, di persone che non smettano di interrogarsi. Quello di cui abbiamo bisogno è di comprometterci veramente nella relazione con l’altro.
Avete un impegno consistente, ma ricevete in cambio il dono di rimanere voi stessi, di diventare persone adulte e sempre più responsabili. Responsabili, non senza limiti e difetti, dobbiamo tenere a basa il nostro narcisismo. Perché dobbiamo saper stare di fronte alle domande del bambino, del ragazzo e dell’adulto che ci è affidato, non avere tutte le risposte!”.





